Per gli amanti della moda, Settembre non è soltanto il mese che segna la fine dell’estate, come Gennaio non è solo il mese in cui il nuovo anno ha inizio.. Questi due mesi infatti fanno rima con “sfilate”. Le fashion week, rappresentano un momento quasi religioso per gli amanti della moda, i fashion addicted. Le settimane della moda vengono organizzate due volte l’anno: tra gennaio e febbraio per quanto riguarda la presentazione delle collezioni Autunno/Inverno e tra settembre ed ottobre per quelle Primavera/Estate. Nel corso di queste settimane cruciali per quanto riguarda il settore Moda vengono organizzati anche eventi e party all’insegna del glamour e le città interessate son: New York, Milano, Parigi e Londra. Questi eventi essendo blindatissimi non sono accessibili a tutti e pertanto coloro che non hanno l’invito possono prendervi parte soltanto attraverso delle dirette streaming che i vari brand condividono o attraverso le Ig stories che gli invitati pubblicano.

Ma Vi siete mai chiesti come tutto ciò è nato? E soprattutto dove?

Nel 1850 nasce a Parigi l’industria Couture, grazie al designer Charles Frederick Worth, considerato anche il padre delle modelle. In quel periodo i migliori stilisti erano soliti organizzare delle piccole presentazioni nei loro atelier per i loro clienti più esclusivi. La prima vera sfilata ha luogo nel 1903 a New York, in un negozio chiamato “Ehrich Brothers” che decise di prendere spunto dalle modelle dal vivo di Worth e di mostrare in questo modo le proprie collezioni ai clienti. Pochi anni dopo altri negozi della grande mela decisero di seguire l’esempio e iniziarono a realizzare delle sfilate.

Non passò molto tempo che il concetto di sfilate invase tutta l’America e anche se il concetto di passerella con il passare degli anni si era consolidato, soltanto nel 1943 Eleanor Lambert propose la prima “Press Week”, nome originario della New York Fashion Week. Poco tempo dopo venne pubblicato il primo calendario della moda da Ruth Finley, una guida unica di tutti gli eventi della settimana della moda. La stampa e i giornalisti , allora cominciarono a parlarne e a scriverne celebrando e consacrando questo nuovo attesissimo evento. Avvenne un’unificazione di tutte le sfaccettature delle industrie della bellezza e della moda, compresi gli acquirenti, i fornitori, i progettisti e gli editor, intorno ad un singolo evento.

Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, la Chambre Syndicale de la Haure Couture iniziò a richiedere ai brand Couture di presentare una collezione di almeno 35 pezzi alla stampa all’anno, comprendente sia i look da sera che da giorno. Sempre in quel periodo, si espanse anche quello che era il business di modelle, da Parigi a New York. Queste ultime iniziarono a comparire anche in televisione con indosso dei capi che le potevano essere acquistati dalle spettatrici di tutto il paese. Nel 1962, a New York, nacque il Council of Fashion Designers of America, con lo scopo di far riconoscere il ramo della moda dall’arte e dalla cultura americana.

In questo periodo divennero famose riviste come Vogue.

Nel 1973 nacque la settimana della moda di Parigi, grazie alla Federazione Francese della moda. Il primo luogo dove si svolse fu al palazzo di Versailles. Nel frattempo, anche in Italia cominciarono a nascere le prime serie di spettacoli a Palazzo Pitti, a Firenze, grazie all’aristocratico Giovanni Battista Giorgini che prese spunto da Lambert. Questi eventi ebbero talmente tanto effetto sulla Camera Nazionale della Moda Italiana, fondata nel 1958, che decise di creare una vera e propria settimana della moda dedicata ai grandi nomi del fashion System. Il tutto nacque a Roma, ma subito dopo si trasferì a Milano. La prima Fashion Week fu Milanese fin dall’origine e andò in scena nel 1975. Infine, a Londra, fu il British Fashion Council a ufficializzare i giorni dedicati agli stili britannici, un gruppo commerciale senza scopo di lucro che mira a promuovere il design britannico nel Regno Unito e all’estero. La prima settimana della moda inglese si tenne in un parcheggio ad ovest di Londra, con tende erette al di fuori del Commonwealth Institute di Kensington.

Le modelle nel frattempo divennero sempre più importanti quanto gli indumenti a partire dagli anni Ottanta e il termine “Top Model” iniziò a fare il giro del mondo. Molte modelle venivano associate a dei brand particolari, come Naomi Campbell, Linda Evangelista, Carla Bruni, Claudia Schiffer e Cindy Crawford nel caso di Versace.

Fino ad arrivare ad oggi, dove la Fashion Week rappresenta un evento unico nel suo genere, un vero e proprio caos universale, tra interviste agli ospiti più celebri, ai ritocchi sugli scatti per far si che siano perfetti e che possano essere inviati il prima possibile alle varie testate giornalistiche e agli uffici stampa: tutto deve aspirare il più possibile alla perfezione assoluta. Pochi minuti per entrare nell’Olimpo della moda. E a questo punto, in attesa di assistere alla prossima settimana della Moda, in scena a Settembre, non ci resta che dire: “che lo show abbia inizio”.

Fonti: donnamagazine.it , luxgallery.it , theitalianreve.com ,